Licensing Expo 2017: meno presenze europee e ha vinto la sequel-mania.

Contributo a cura di Francesca Ash, editrice e co-fondatrice di Total Licensing francesca@totallicensing.com

È stato interessante vedere come, e se, lo spostamento del Licensing Expo a maggio, rispetto alle tradizionali date di metà giugno, abbia condizionato l’esito della fiera. A giudicare dai commenti degli espositori e dei visitatori, sembra che abbia inciso sul numero dei partecipanti.

L’evento di quest’anno ha coinciso con il Surtex, la fiera sull’Art Licensing che si tiene a New York, in concomitanza con lo Stationery Show, lo Sweets and Snacks Expo a Chicago e l’INTA di Barcellona. Con tutti questi eventi concomitanti e rilevanti per parte dell’industria, c’era da aspettarsi che i numeri non sarebbero stati paragonabili a quelli degli ultimi due anni.

A molti, lo show è sembrato più piccolo rispetto agli anni precedenti. Naturalmente, i player più importanti come Disney e quest’anno anche Hasbro hanno preso delle suites negli alberghi piuttosto che esporre in fiera e questo ha impattato sullo spirito in generale che si respirava. L’area entertainment, rappresentando l’industria nel suo complesso, ha continuato a puntare sul sicuro. Sequel, pre-quel ed estensioni di franchise già esistenti erano enormemente evidenti con commenti su quante poche novità ci fossero da parte delle più note aziende di entertainment. Sambrano passati gli anni in cui il Licensing Expo era la piattaforma di lancio di nuove properties.

Detto questo, il settore brand, nonostante la perdita di espositori di alto profilo come Cherokee e Sequential Brands, è sembrato molto più sostanziale quest’anno. Aziende come TSBA ed espositori nuovi come Scott Brothers hanno avuto stand enormi con grandi anticipazioni sui loro programmi di licensing.

Il lunedì prima dell’apertura della fiera, è stato il Summit Day. Circa 20 aziende hanno organizzato brand summit nell’arco della giornata. In particolare, il Summit di Cartoon Network si è contraddistinto rispetto agli eventi tradizionali con un noto mago che ha creato una presentazione affascinante sui temi dei brand più noti di Cartoon Network, come Ben 10 e le Superchicche.

Un brand che ha sicuramente creato interesse quest’anno è stato National Geographic. Con 130 anni di storia, ha formato una joint venture con 21st Century Fox, rivitalizzando il suo programma di licensing. Secondo National Geographic, l’obiettivo è quello di sfruttare le sue properties, incluse riviste, mappe, kids, travel, social, digital, web e consumer products seguendo i parametri della distribuzione globale di Fox. National Geographic ha l’obiettivo di aumentare annualmente le licensing revenues di 1 miliardo di dollari nei prossimi 5 anni e prevede di espandere gli attuali licenziatari da 1500 a 2000. I prossimi annunci riguarderanno aree di intrattenimento, abbigliamento con Eagle Creek, fotografia con Manfrotto e la partnership DTR con PetSmart. Il programma licensing così rivitalizzato supporta la missione globale del brand e la sua posizione premium estendendo i suoi valori ai consumatori attraverso prodotti di rilievo ed esperienze su scienza, esplorazione e tutela dell’ambiente, grazie anche al lavoro di National Geographic Society. Attualmente Nat Geographic raggiunge 730 milioni di consumatori ogni mese e il canale arriva in 438 milioni di case, in 172 Paesi ed è tradotto in 43 lingue. È inoltre il brand numero uno su Instagram.

Alcuni dei nuovi espositori hanno suscitato interesse a questa edizione della fiera. Tra questi FAO Schwarz, ora gestito da ThreeSixty Group, che prevede di sviluppare delle linee di prodotto inclusi giocattoli, peluche e prodotti outdoor da vendere presso department stores e retailer specializzati. L’azienda sta inoltre preparando l’apertura di una serie di pop-up nei department stores di New York e della California nei prossimi mesi.

L’estensione di aziende di giocattoli nell’entertainment, con esperienze positive come Hasbro, continua e la nuova joint venture cinese di Jakks Pacific prevede di produrre i primi contenuti entro il 2019.

Naturalmente, considerando quanto il digital sia diventato così importante nell’industria nel licensing, c’era un grande interesse per Netflix e Amazon – quest’ultimo ha preso una meeting room in fiera.

Amazon, in particolare, sta attivamente licenziando alcuni dei suoi contenuti originali per bambini come Prime Video’s Tumble Leaf, The Stinky and Dirty Show, Wishenproof and Creative Galaxy. L’azienda ha testato le potenzialità di licensing dallo scorso anno quando il licenziatario Kahootz Toys ha prodotto il kit attività di Arty’s Tool Belt e Freeze ha lanciato la t-shirt per bambini ispirata a Tumble Leaf and Wishenproof. Le vendite sono state sufficientemente alte da convincere Amazon ad espandere il suo programma. I prodotti su licenza saranno venduti prima di tutto sulla piattaforma online anche se sono in fase di verifica altri retailer.

Le tre investiture alla Hall of Fame: (Da sinistra) Del Furano, Cyril Speijer, Allan Feldman insieme a Ciaran Coyle e Charles Riotto.

La settimana ha visto anche la cerimonia dei LIMA Awards, che si è tenuta lo scorso 24 maggio. Hot Topic ha preso il premio come Top Retailer dell’anno per Suicide Squad, mentre Warner Bros. Consumer Products si è garantito tre premi, inclusi Character/Toy Brand, Licensed Promotion e Location-based Experiential Initiative. Sul fronte dei prodotti, Disney ha vinto premi per le categorie dell’abbigliamento, calzature, accessori, prodotti per la casa e Home Decor.

La serata ha anche visto l’investitura nella Hall of Fame del LIMA di Allan Feldman, CEO e fondatore di LMCA; Dell Furano, CEO e fondatore di Epic Rights; e Cyril Speijer, già CEO di Wavery Productions e attualmente responsabile di BN Licensing in Olanda.

Charles Riotto, Presidente del LIMA, ha commentato: “I vincitori di quest’anno rappresentano il mondo del licensing a livello globale. Siamo orgogliosi e onorati di premiare queste aziende tra le 461 sottoscrizioni ricevute quest’anno.

In generale, mentre l’edizione 2017 della fiera non è sembrata memorabile per una property o accordo in particolare, la fiera nel suo complesso ha assolto al proprio obiettivo. L’impressione generale è che ci fossero più asiatici e latino-americani a scapito di una minore presenza di europei. Andando oltre, ciò di cui l’evento ha veramente bisogno è il lancio, da parte del settore entertainment, di vere e proprie novità e meno di estensioni di properties attuali.